Ranzo stemma

 

RANZO

Il Caratteristico Borgo
 
 
 
 

Il caratteristico borgo, situato nella Val d’Arroscia, si sviluppa nel fondovalle del torrente che ne separa il territorio, diversificando così le due parti contrapposte. Da un lato, infatti,  Ranzo si propone scoscesa, naturalmente  lussureggiante di castagni e vegetazione, mentre l’altra parte è ordinatamente coltivata ad olivi e vigneti.

Come accade per altri comuni, di origini antichissime, anche il toponimo di Ranzo è molto discusso. Secondo alcuni trarrebbe origine dal latino "Rantium ad Plebem", mentre per altri, l'origine del nome sarebbe la parola "pancio", che nel dialetto locale significa "difesa".

Dall’alto dei pochi ruderi del Castello Clavesanico, testimoni del prestigio dei potenti Marchesi, si ammira un lussureggiante panorama intervallato dai borghi spersi qua e là che formano il territorio comunale di Ranzo.

Il comune si snoda ai lati della strada, uno sviluppo lineare, originato naturalmente, nel corso dei secoli.

Tra gli elemento architettonici di gran pregio troviamo senz’altro  la Chiesa di S. Pantaleo. La sua bellezza si esprime nell’abside pre-romanica che si affianca ad un’altra quattrocentesca.

Il portico, splendidamente affrescato, assume maggior importanza con i portali, mirabilmente scolpiti dai maestri Cénova nel 1493.

Il Borgo di Ranzo, conserva nell’Oratorio della Madonna della Neve un prezioso polittico di Giorgio Guidi, datato 1544. Suggestiva la frazione di confine di Bacélega, memoria storica del limite territoriale del comune di Alberga.

Il vicino centro di Pogli, ad impianto rettangolare, tipico dell’architettura militare albenganese, si porge allo sguardo del turista nella solidità di costruzioni in ciottoli di fiume, quasi protettive nei confronti dell’interessante Parrocchiale di S. Stefano.