Molini di Triora stemma

 

MOLINI DI TRIORA

Piccolo borgo della valle Argentina
 
 
 
 

Piccolo borgo della valle Argentina, situato nell’entroterra di Arma di Taggia, deve il suo caratteristico toponimo all’esistenza di ben ventitré mulini ad acqua sparsi lungo le sponde dei torrenti Argentina e Capriolo, di cui, ancora oggi, due sono in ottime condizioni.

Molini di Triora è un antico e suggestivo borgo ricco di storia e leggende. In questi luoghi, negli anni dell’Inquisizione, si svolsero alcuni dei fatti più inquietanti della lotta alla stregoneria.

I primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono al 1331, anno in cui il centro era sotto il dominio del signore di Ventimiglia, Carlo Grimaldo.
Nel corso dei secoli fu oggetto di numerose contese tra Felice I di Savoia e la Repubblica di Genova che nel 1797 la assoggettò ufficialmente e per lungo tempo.

L’indipendenza e l’autonomia amministrativa, per Molini, giunsero finalmente nei primi del ‘900 quando finalmente riuscì ad ottenere il distacco da Triora, sviluppando così oltre all’identità sociale un proficuo sviluppo economico.

Fra i monumenti di particolare interesse, nel centro storico, troviamo la Parrocchia di S. Lorenzo, in stile barocco e risalente al XV secolo. Al suo interno è custodito un pregevole trittico, di Emanuele Macario da Pigna,  con Santa Maria Maddalena, tra le Sante Marta e Caterina.

Allontanandosi dal centro, s’incontra il Santuario di Nostra Signora della Montà, risalente al XV secolo. All’interno si possono ammirare interessanti affreschi di Antonio Monregalese ed un’icona lignea dell’intagliatore Giuseppe Borgogno.

Nelle frazioni vicine si possono ancora visitare il Santuario di San Giovanni dei Prati, situato sulle pendici del monte Ceppo.

In frazione Corte sorge il Santuario di Nostra Signora della Consolazione, il cui altare maggiore è un raro e prezioso esempio di scultura barocca. Il Santuario fu costruito per ricordare il miracolo concesso ad una pastorella, muta dalla nascita, che mentre si trovava ai pascoli con il suo gregge,  fu colta da un improvviso e violento temporale. La giovane spaventata e disperata invocò aiuto al Cielo. Il temporale cessò all’improvviso e dall’arcobaleno le apparve una figura femminile che conducendola sul sentiero di Corte le restituì il dono della parola.