Castel Vittorio stemma

 

CASTEL VITTORIO

Centro feduale
 
 
 
 

Lo strategico “Castrum Dodi”, roccaforte difesa da alte mura a quattro torri, fu centro feudale dei conti di Ventimiglia e poi presidio della Repubblica di Genova.

Casa Savoia ne detenne un lungo possesso e il vecchio toponimo di Castel Franco assunse quello nuovo di Castel Vittorio, nel 1862, in onore del primo Re d’Italia.

La secolare discordia con Pigna fu oggetto di aneddoti ed episodi tra vero e fantastico che ancora oggi fanno discutere all’ombra dei campanili.

Curioso il fatto nel 1727, quando gli abitanti di Pigna riuscirono rubare le campane dalla torre del castello. La presenza della Superba è consolidata e tuttora visibile nello stemma della Porta Comunis.

Di notevole interesse è lo sviluppo urbanistico del paese che si snoda, dall’alto verso il basso, in una forma circolare esclusiva seppur similare a quella di tanti altri borghi dell’entroterra ligure.

Alla cima, la Parrocchiale di S. Stefano si staglia verso il cielo, nelle sue forme barocche impreziosite dai bassorilievi degli stipiti del portale laterale.

Castagni e pascoli animano i ritmi di una vita contadine, ormai in via di estinzione, ma resta il paesaggio, confuso fra i rumori del torrente e gli odori della transumanza.

Quadro statico ed indistinguibile per l’arcana malinconia di villaggi abbandonati e per la scenografia artistica di appartati borghi rurali, nascosti nel verde.

Buggio apre la via all’alpestre Colle Melosa ed al Colle di Langan, dove il Monte Maccarello appare, nell’incantesimo della sua altitudine, quale padrone di un sublime panorama, che si allunga alle dipinte cornici montane della Valle del Roia.