Tribogna

 

Tribogna stemma

 

TRIBOGNA

L' attico della Val Fontanabuona

Le sue tracce sono riscontrabili già in documentazione di epoca romana quale la “Tavola di Velleia”, la nota tavola bronzea che si trova nel Museo di Parma, nella quale si fa cenno di diverse località della valle tra cui Praedia Tarboniae, Tribogna appunto.

Il toponimo di Tribogna deriva infatti da “Tarbonius” cioè la villa, la terra di Tarbonio.

Ritrovamenti d’indiscutibile epoca romana, come ceramiche e “tegoloni”, nella vicina frazione di Cassànesi, il cui toponimo deriva da “Cassius”, rafforzano ancor di più le sue origini antichissime.

Nella zona sono comunque stati scoperti anche insediamenti preistorici tra cui un castellaro, specie di fortilizio di quell’epoca remota.

La sua importanza è documentata anche al tempo dei longobardi e del basso medioevo in quanto si trovava in posizione strategica sulla strada dei traffici fra il centro religioso di Bobbio, a quell’epoca uno dei maggiori centri religiosi ed economici d’Italia, ed il mare.

Nel 1800 fu importante centro agricolo per la produzione di patate, olive, vino, castagne, legumi e l’allevamento del bestiame.

Nel territorio comunale si trovano diverse cave di ardesia che attualmente costituiscono, unitamente ad iniziative nel settore della cartotecnica, della torrefazione e commercio del caffè e degli arredamenti, la struttura portante dell’economia locale.

La posizione elevata rispetto al fondovalle fa di Tribogna “l’attico” della Val Fontanabuona dal quale è possibile apprezzare un ampio scorcio di questa parte della Liguria con i centri di Moconesi e Terrarossa, patria degli avi di Colombo, il tutto delimitato sullo sfondo dalla importante mole del monte Caucaso (m. 1243).