Orero

 

Orero Stemma

 

ORERO

La via dell'ardesia


Per Orero transitava, infatti, una delle diramazioni della Via di Piacenza, o Via del Pane, o Via del Sale come dimostrano alcuni tratti di lastricato di epoca romana. Questa strada fu molto trafficata da mulattieri e "spallalori" che caricavano a Rapallo l'olio ed il sale e lo scaricavano a Piacenza ricaricandosi di formaggio e grano. Lo sviluppo di una viabilità alternativa ne segnò il declino che coincise con l'inizio di massicce ondate migratorie in quanto l'agricoltura, praticata sulle tipiche terrazze ricavate dai fianchi delle colline, non consentiva il sostentamento di tutti gli abitanti. Grazie ad un parroco di Cicagna, don Giovanni Battista Arata, Orero si salvò dal divenire una spopolata frazione di montagna. Fu lui che spronò gli abitanti di Orero ad aprire le cave di ardesia incitandoli con la frase: "Qui sotto vi é il pane che dorme". L'estrazione dell'ardesia é ora l'attività economica più importante, qui sorgono alcune tra le maggiori industrie ardesiache a livello regionale. L'ardesia ha molteplici usi: lavagne per le scuole, rivestimenti per tetti, piani da biliardo - esportati in tutto il mondo-, pavimenti, piatti da cucina, per finire con l'oggettistica che comprende bassorilievi, vassoi, righe, orologi, portapenne, e molto altro ancora.

Il riconoscimento di quanto l'ardesia sia importante per Orero e per la Fontanabuona è sancito dalla creazione del primo museo itinerante "La Via dell'Ardesia". Questo percorso, attraverso tappe in vari Comuni, consente di seguire il percorso dell'ardesia, dall’estrazione in cava alla lavorazione in laboratorio. Ad Isolona di Orero, vi è una di queste tappe, la cava di ardesia con annesso antico laboratorio. Qui sulle pareti della cava è possibile osservare la storia dell'estrazione dell'ardesia. Dai colpi di piccone che estraevano i primi piccoli ceppi di ardesia alle prime segagioni di 50, 70 cm sino ad arrivare alle attuali che possono raggiungere i 3 metri. Nel laboratorio si possono vedere le prime macchine usate per la trasformazione dei ceppi in prodotti lavorati, principalmente in abbadini, tipica lastrina genovese di cm 57x57 di dimensione, usata per la copertura dei tetti.

È il punto di partenza del percorso dell'ecomuseo, meritevole di essere visitato, come le frazioni del Comune di Orero, tranquilli paesi, in cui si possono ancora oggi vedere antichi muri a secco, archi alla genovese in calce, case realizzate con pietre a vista, tratti di antichissimi lastricati, testimonianze vere e vive delle radici di una parte importante della storia della Liguria.

 

LUOGHI ED EVENTI DI INTERESSE:

 

Orero case antiche

 

Le case di un tempo, antiche abitazioni.