Neirone

 

Neirone stemma

 

NEIRONE

La cittadina nella valle

Si trova vicinissimo al mare del Golfo del Tigullio del quale costituisce il retroterra montano.

Vi si arriva da Genova attraverso la Val Bisogno, dalla Valle Scrivia tramite il valico di Rossi e dalla riviera partendo da Recco percorrendo la statale che porta a Lumarzo, mentre da Chiavari si percorre la strada che raggiunge Gattorna.

Da qui la strada per Neirone corre alta lungo il torrente Portello e ci presenta il campionario delle bellezze naturali della valle.

Il percorso è caratterizzato da cascatelle, accumulo di macigni e laghetti immersi in una vegetazione ricca delle piante tipiche della macchia mediterranea e del territorio appenninico. La valle poi si spalanca verso l’abitato di Neirone, dividendosi poco dopo in diverse vallette secondarie.

I monti Lavagnola, Carmo, Larnaia, Caucaso la chiudono a corona isolando vaste zone a pascolo, macchie di castagneti a perdita d’occhio e di uliveti sui versanti più esposti al sole. La vicinanza del mare e la protezione dei monti rendono il suo clima particolarmente mite.

Neirone fu al centro del dominio dei Fieschi in Fontanabuona e la sua storia segue strettamente le vicissitudini di questa casata. I Conti di Lavagna furono feudatari di numerosi luoghi appenninici, tra iquali Roccatagliata, una delle frazioni di Neurone, che oggi ospita la mostra permanente relativa a questa famiglia gentilizia sull’itinerario dei feudi Fliscani.

Nella sua chiesa si trova un grazioso affresco del Baldini che rappresenta l’alta valle dominata dal castello feudale. La memoria storica è presente nel territorio anche con testimonianze di un più lontano passato quali la “Tomba di Roccatagliata”, oggi nel Museo di Pegli, databile al V- IV secolo a.C. prova evidente che il luogo fu abitato prima della dominazione romana.

Quanto resta delle antiche strade e mulattiere tra muri, ponti ed “arze”, i muri a secco a sostegno delle fasce, lascia pensare a una valle piena di vita, attraversata da mercanti e pellegrini che percorrevano le alte vie per spostarsi più rapidamente dalla riviera all’entroterra.