Lumarzo

 

Lumarzo stemma

 

LUMARZO

Nel cuore agreste della valle

 

Il toponimo Lumarzo presuppone l’esistenza di una vasta area adibita ad un “Campo di Marte”, durante la prima occupazione romana, ovvero un luogo di addestramento per giovani combattenti.


Altre fonti indicano il territorio in cui il Console Quinto Marcio subì una bruciante sconfitta da parte dei rudi Liguri. E, nel segno di questa tradizione storica, lo stemma comunale si presenta oggi con la raffigurazione del dio Marte, armato di lancia, di elmo e di scudo, dietro gli spalti di un nutrito“castrum” romano.

La posizione strategica del borgo medioevale non sfuggì ai Malaspina ed ai Conti di Lavagna che ne fecero proprio insediamento difensivo. La storia più recente racconta invece del rifugio protetto per le truppe tedesche, prima della resa, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il centro di Lumarzo si distende oggi, longitudinalmente, nel cuore agreste della Val Fontanabuona ed appare nella sua piena armonia verdeggiante non del tutto intaccata dai segni dell’industria e del progresso.

Le tipiche fasce collinari caratterizzano il paesaggio delle molte frazioni immerse nei profumati boschi di castagni che collegano le frazioni di Tasso, Tassarello, Boasi e Vallebuona. Pannesi riserva invece pittoreschi casoni e vecchie case contadine con i tetti coperti dalle tipiche “ciappe”.

Da visitare obbligatoriamente è il Santuario della Madonna del Bosco che ricorda l’apparizione della Vergine ad un contadino sordomuto intento a pascolare il gregge. Molto poetica è la Cappella di Berte, all’ interno della quale è rimasta la testimonianza una lapide solenne per ricordare i martiri che contribuirono a sconfiggere l’arroganza nazista.

Un cenno particolare lo merita poi la mistica Chiesa di San Martino del Vento, purtroppo semidistrutta da un incendio doloso del giugno 2000. Il sacro edificio risulta di antichissima costruzione e nelle sue forme attuali risale al 1479. Una visita a Lumarzo e dintorni, oltre che a suggerire appassionanti passeggiate tra felci e castagni, invita i buongustai all’assaggio delle rinomate specialità locali, farcite dai profumati funghi porcini, tipici della zona.